Quest'autodidactes che riescono


Si parla spesso con ammirazione di questi scienziati o imprenditori di reputazione arrivati al vertice della loro arte in modo autodidacte, senza diploma significativo. Che si chiamano Thomas Edison, inventore ai mille e brevetti, Charles Darwin e la sua teoria dell'evoluzione o Steve Jobs, il capo di Apple, tutti ha saputo formarsi per loro-anche alla divergenza delle istituzioni educative. Ed il loro successo testimonia l'efficacia che può avere questo modo d'apprendistato, che è tuttavia meno facile da mettere in opera e meno quotato della via reale dell'istruzione superiore.

Ma quali sono dunque le particolarità di questo modo di formazione che hanno loro permi di riuscire meglio della maggior parte degli allievi inquadrati? È la questione alla quale si tenterà di rispondere in quest'articolo

Essere autodidacte, è che?

Innanzitutto, bene per comprendere il nostro argomento, dobbiamo mettersi d'accordo sul termine autodidacte, e dunque autodidaxie. Non contento della definizione di Wikipedia, è nel libro i nuovi autodidactes di Giorgio il milione di euro che ho trovato il migliore tracciato. Vi si legge che il autodidaxie è un passo formativo non sottoposto ad un terzo [...] liberamente decisa e diretto completamente dall'attore sociale stesso. Si forma senza affidare ad un intermediario educativo nessuno delle responsabilità del suo apprendistato. Dunque di fatto appare chiaramente l'assenza d'egemonia di un'autorità pedagogica [...] esterna ciò non significa che ne non chiama ad altre persone. A tal fine, ricordiamo che la ricerca permanente degli esperti appare primordiale nel corso della ricerca .

Si vede dunque che la principale qualità di un autodidacte è di essere il solo responsabile della sua formazione, anche se può ogni tanto chiedere consiglio ad esperti. È a lui che spetta la scelta delle discipline da trattare, la ricerca delle fonti d'informazione, lo mantiene del suo ritmo di lavoro e la convalida delle sue acquisizioni. Ciò fa molto per un solo uomo, ma questo ha il merito di salvare l'allievo dei numerosi difetti del sistema educativo.

Le rigidità del sistema educativo

Uno dei più grandi difetti del sistema educativo classico è legato alla sua qualità intrinseca d'istruzione di massa che gli dà troppo una grande rigidità. L'insegnamento deve permettere di coprire in modo quasi esauriente le materie insegnate in modo da dare la possibilità agli allievi di specializzarsi in tutte le sotto-materie possibili, senza parlare della cultura generale leggendaria che ogni buono allievo deve acquisire.

Occorre dunque rendimento, e se uno dell'allievo è completamente perso o ha voglia di andare più a fondo e sperimentare nell'argomento in corso? Non il tempo, si deve già passare all'argomento seguente! Questa riempitura di cranio fa che gli allievi non possono neppure apprezzare l'argomento e chiedersi precisazioni su ciò che apprendono. Non sono interessati soltanto dal conseguimento del diploma affinché li lascino calmi e che possano infine tutto dimenticare. Questo modo d'apprendistato non è naturale. Gli allievi sono spinti a studiare superficialmente ed ad contre-coeur.

A differenza delle istituzioni educative, in autodidaxie, si fa nell'artigianato, e quello cambia tutto!

Il autodidacte è appassionato

Poiché il autodidacte non è forzato di apprendere, che la decisione gli appartiene, sviluppa generalmente una reale passione per il suo argomento di studio, ed è un criterio essenziale per il suo successo. L'interesse pronunciato che prova fa che la sua motivazione viene piuttosto dall'interno che qualunque di una buona nota o dal riconoscimento di un terzo. Questo gli permette di essere più che sopporta e più resistente alle critiche. Armata dei suoi modelli di successo e dei suoi sogni, la sua determinazione è superiore a quella degli allievi inquadrati. Il autodidacte sa ciò che vuole ed agisce di conseguenza.

Quest'allineamento tra me emozionale e le sue attività permettono all'autodidacte di raggiungere regolarmente lo stato d'inondazione, questo stato leggendario d'efficacia suprema dove l'argomento è completamente assorbito da ciò che fa. In questi momenti, nessuna piccola voce interna viene ad entrare in conflitto con il suo ragionamento. La procrastination e la frustrazione legati alla mancanza d'integrità non hanno il loro posto.

A volte, tutto ciò può anche somigliare a obsession, che la apprende vivo per la sua passione, chi gli procura una capacità di lavoro enorme. Così si apprende che Thomas Edison viveva nel suo laboratorio e dormiva soltanto quattro ore alla notte. Diceva di essere capace di lavorare 48, o 72 ore d'affilée!

Quest'interesse inasperto per la materia studiata fa che l'allievo si mette anche a ricercare costantemente nel suo ambiente di che alimentare la sua conoscenza. Del colpo, la frontiera tra i momenti di studio e della vita corrente si attenua. Ed in particolare, il autodidacte non perde mai un'occasione di praticare ciò che ha appreso.

Il autodidacte pratico

Si associa molto spesso il autodidaxie all'apprendistato con la pratica, e giusta. Come non ha bisogno di corniciaio, il autodidacte può studiare la parte teorica dei corsi dovunque. È dunque libero andare formarsi dove può praticare. È un vantaggio enorme poiché ciò gli permette di confrontare molto regolarmente i modelli teorici che ha in testa agli oggetti reali, che si spiegano meglio le approssimazioni che sono state fatte sui suoi supporti d'apprendistato. Questo passo è molto diverso da quella del mangiatore di libri che si riserva la parte pratica soltanto in un futuro ipotetico (il passaggio alla vita professionale ad esempio).

Il legame costante con la realtà gli dà una certa sicurezza di fronte agli errori d'interpretazione che avrebbe potuto fare attingendo la conoscenza soltanto nelle sterline. Si spiega meglio ciò che è inutile e di ciò che è essenziale, il suo spirito critico éguise. A forza di praticare, apprende a fare la parte tra i testi contradittori per liberare per sé stesso ciò che considera come admi.

Notiamo anche che alcune conoscenze manuali sono molto difficili da stendere sulla carta, o anche su un supporto multimediale. Praticare sarà dunque non soltanto utile per individuare la verità del falso ma anche avere la notizia più naturalmente vivendo corpo e cuore dell'attività considerata. Immerso in una situazione reale, avrà l'impressione che ciò che apprende ha una reale funzione, cosa che migliorerà molto la sua motivazione.

Il autodidacte esplora

Liberato dalle pressioni istituzionali, il autodidacte ha il campo libero per condurre le sue ricerche dove bene gli sembra. Non è obbligato a seguire il cammino convenzionale dello studente inquadrato che deve concentrarsi sul conseguimento del diploma.

Ne sorge una curiosità insaziabile che lo spinge incessantemente all'acquisizione di competenze multiple spesso mescolate. Ciò gli dà più possibilità di abbordare il suo argomento sotto molte prospettive, e dunque più possibilità di vedere cose che sarebbero sfuggite agli esperti. Il suo profilo singolare nutrirà una creatività abbondante che gli permette di innovare e sviluppare il suo stile.

Osservate qui che per essere efficace, il autodidacte dovrà vegliare a disciplinarsi, trovando un equilibrio tra dispertion e concentrazione. È ovvio che avere la notizia incessantemente di nuove conoscenze in modo superficiale è controproducente.

Conclusione

Come lo vede, il principale vantaggio del autodidacte è la libertà che gli procura questo modo d'apprendistato. Può così apprendere ciò che lui tiene a cuore, andata praticare sul campo ed organizzare il suo percorso come lo intende. Ma è anche un modo d'apprendistato che esige: il autodidacte deve essere capace di sé automotiver e di disciplinarsi per avanzare. Deve lui stesso trovare i suoi appoggi di studio e fare la parte tra l'inutile e l'essenziale, in particolare praticando il più spesso possibile.

Se arriva a trovare il suo ritmo pur restando esigente con sé stesso, lo studente autodidacte avrà allora iniziato una pratica atta a garantirle un autoformation permanente. Avrà allora messo tutte le possibilità da parte sua per fare parte dei grandi di questo mondo.

Quest'articolo fa parte della 5a edizione del festival all'incrocio dello Blogs organizzato questo mese-CI da Laurent Brixius sullo blog ArchiMarketing.

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9 commenti

  1. Jean said,

    Wrote si gennaio 31,2009 @ 23:03

    Penso che il autodidaxie forse una buona cosa, ma soltanto a partire da una certa età.
    Oltre problemi di motivazione (non sempre facile motivarsi a lavorare senza essere forzati a 15 anni, anche con passione), penso che il principale rischio sia la mancanza d'esperienza globale che può fare passare accanto ad alcune conoscenze indirettamente indispensabili a ciò che si vogliono fare più tardi. Se non si va mai a scuola ad esempio, non si avrà inevitabilmente voglia di apprendere a scrivere correttamente in francese, o non invidia di lavorare la propria cultura generale, o il commerciale
    C'è anche il rischio che il settore in quale ci si specializzerà crolla (ad esempio una persona che si sarebbe specializzata nel trattamento delle fotografie d'argento): senza base ampia di conoscenze, si può essere preso alla trappola.
    E quindi al finale c'è il rischio di trovarsi isolato, poiché al di fuori della base di base per i giovani: il sistema educativo.

    Infine bene tutto quello per dire che il autodidaxie è qualcosa che può essere molto positivo, ma dopo una certa età.

  2. Argancel said,

    Wrote si febbraio 1,2009 @ 13:18

    @Jean: condivido il vostro punto di vista. Il caso di Edison, che non è andato a scuola è un po'speciale: si può leggere nella propria biografia che la sua madre che era nell'istruzione ha messo a scuola quindi tolto poiché il suo prof diceva che era hyperactif e lento ad apprendere. Inoltre, era raggiunto di sordità. E poiché la sua madre era nell'istruzione ha aveva i mezzi per darle corsi particolare alla partenza.

    Dunque completamente d'accordo, occorre comunque essere guidato alla partenza, soprattutto quando si è giovane.

  3. Jean said,

    Wrote si febbraio 1,2009 @ 13:59

    È vero che il fatto di essere bene circondato deve potere permettere di fare a meno del sistema educativo. Ma è un po'la troppa lotteria per fare un sistema da raccomandare io trova.

  4. Thierry Roget said,

    Wrote si febbraio 1,2009 @ 17:30

    ben visto! nel vostro articolo si direbbe che lo descrivi, benché fornito di una licenza d'elettronica, mi senta molto autodidacte, soprattutto che ho potuto inquadrare polytechniciens e gli altri ingegneri segnale moumoutte, nessuno farmi non ha mai osservato che non facevo parte del clan! Precisamente perché l'apprendistato non si conclude a scuola, occorrono in modo permanente ciò riciclare,

  5. Stanislas said,

    Wrote si febbraio 3,2009 @ 18:06

    Molto buono articolo!

    Personalmente fanno attualmente i miei studi in esc, e mi sento abbastanza autodidacte nel senso in cui passo molto tempo su Internet da informarsi su argomenti che lo appassionano.

    E quando osservo gli altri della mia promozione, ho a volte realmente l'impressione di vedere molte larve che aspettano di copiare ogni annata ciò che dice loro lo prof di apprenderlo in seguito per cuore, senza chiedersi nessuna precisazione né avere voglia di saperne più In breve nessuna curiosità

    E quello, si non parla abbastanza ;-)

  6. Nico said,

    Wrote si febbraio 6,2009 @ 15:58

    Molto buono articolo effettivamente, molto da piccolo già mi sono interessato a più cose che la media, ho avuto la notizia del tâtonnement e riconosco che è un grande più nella vita di tutti i giorni.

    L'apprendistato passivo è realmente controproducente, c'è nulla di tale per apprendere soltanto di cercarlo anche. È dell'attività (al contrario della passività) e la partecipazione agli utili che sorge il migliore apprendistato che sia.

    Occorre anche notare la formattazione di alcuni, troppo a lungo a ricevere i dati che ad andare cercarli. Giurano soltanto con il -cuore e confutano ogni possibilità di reinventare sé sarebbe soltanto una definizione.

    Amicalement Nicolas

  7. Jukien said,

    Wrote si febbraio 7,2009 @ 1:12

    Sono parzialmente d'accordo.

    Essere autodidactes per specializzarsi, non un problema. Ma esserlo fin dalla partenza, senza ricevere nessuna formazione, senza avere la notizia d'esperienza e del "know-how" dei più vecchi, mi sembra più delicato.

    Penso francamente che essere un buono autodidacte sia possibile soltanto partire dal momento in cui alcune basi sono acquisite. Alcune persone li acquisiranno più rapidamente di altri, ma la base resta la stessa: la scuola. Ed anche se le materie insegnate non servono sempre, hanno almeno il merito di apprenderlo ad apprendere.

  8. jayer said,

    Wrote si febbraio 9,2009 @ 23:50

    Molto buono articolo :D

  9. Brogol said,

    Wrote si febbraio 10,2009 @ 0:05

    Apprendere ad apprendere, quando la scuola lo farà essa riempirà il suo ruolo d'istruzione, oggi si fa per cuore.

    Mi riconosco nel autodidaxie descritto qui, e secondo la mia esperienza penso che la scuola non sia per niente una base necessaria (ad esempio per il disegno)


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